La guida all’uso degli hashtag per i tuoi social media
I tempi degli hashtag sono davvero finiti?
Chi non si ricorda #picoftheday, #igers o #instagood usati su Instagram quasi senza alcuna logica?
Per anni gli hashtag sono stati il trucco più semplice per ottenere visibilità, soprattutto su Instagram: bastava aggiungere una sfilza di # in fondo al post per scalare il feed e intercettare un pubblico enorme.
Una scorciatoia che fino a qualche tempo fa funzionava sorprendentemente bene. Oggi però lo scenario è cambiato. Anzi, gli algoritmi dei social media tendono quasi a penalizzare l’uso smodato di # generici e non coerenti con il contenuto. Le piattaforme social – e soprattutto i loro algoritmi – si sono evolute, diventando più intelligenti, più analitiche e molto più sensibili nei confronti del linguaggio e del contenuto. Gli hashtag non sono spariti, ma hanno assunto un ruolo diverso.
Da acceleratori di reach a strumenti di categorizzazione
Cominciamo col dire che ad oggi gli hashtag non sono indispensabili in una strategia social, ma comunque possono contribuire ad aiutare il profilo e a ottimizzarlo. La loro funzione principale oggi è categorizzare: aiutano utenti e piattaforme a capire immediatamente di cosa parla un post. Per gli utenti, sono un’indicazione rapida del tema. Per le piattaforme, sono segnali semantici e indicizzati che contribuiscono a identificare pertinenza, argomento e coerenza del contenuto. Sì, perché oggi gli algoritmi sono in grado di comprendere il comportamento degli utenti, cosa piace e a chi mostrarlo.
Pertanto, in un ecosistema in cui non si parla più a “tutti”, ma a un pubblico preciso, gli hashtag diventano strumenti di targeting: non ampliano la visibilità in modo indiscriminato, ma la affinano, la customizzano per raggiungere un pubblico più ristretto ma altamente interessato a uno specifico tema.
Il nostro consiglio: Gli hashtag continuano ad avere un ruolo importante, ma non per arrivare ovunque. Servono per parlare alle persone giuste, alla tua nicchia, al tuo pubblico target.
Quindi:
Scegli poche parole (due o tre) che facciano capire di cosa parla il tuo contenuto
Identifica parole specifiche, coerenti con il messaggio che vuoi veicolare per aiutare l’algoritmo a classificare i tuoi post/caroselli/video/stories
Può essere utile effettuare una ricerca per capire quali hashtag utilizzare correlati al contenuto che intendi divulgare, identificando quelli più pertinenti e in linea con le tematiche trattate
Tra quelli scelti, potresti aggiungere sempre lo stesso per tutti i tuoi contenuti: il nome del tuo brand o la tagline sono spesso utilizzati per far crescere la brand awareness.
Redbull Italia, ad esempio, inserisce sempre nei suoi post #timetteleali, Nike usa spesso #JustDoIt, McDonald’s Italia ha scelto #imlovinit. Tanti brand famosi sfruttano specifiche campagne per lanciare tramite # il proprio messaggio: come Adidas, che per sostenere gli atleti nel combattere la pressione negativa, ha scelto #YouGotThis, The North Face#NeverStopExploring.
La regola d’oro
Il postulato che vale per ogni marketer presente su questa terra e che ti sentirai ripetere fino allo sfinimento: sperimentare. Non c’è una ricetta da seguire per usare gli hashtag e automaticamente aumentare la propria visibilità e consolidare labrand awareness, l’importante è testare e soprattutto monitorare i risultati.
Per aiutarti nella realizzazione della tua strategia social, abbiamo creato una infografica riassuntiva.
Approfondisci il tema: compila il form e scarica ora l’infografica sugli hashtag