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Guida all uso degli hashtag 2026

La guida all’uso degli hashtag per i tuoi social media

I tempi degli hashtag sono davvero finiti?

Chi non si ricorda #picoftheday, #igers o #instagood usati su Instagram quasi senza alcuna logica?

Per anni gli hashtag sono stati il trucco più semplice per ottenere visibilità, soprattutto su Instagram: bastava aggiungere una sfilza di # in fondo al post per scalare il feed e intercettare un pubblico enorme.

Una scorciatoia che fino a qualche tempo fa funzionava sorprendentemente bene. Oggi però lo scenario è cambiato. Anzi, gli algoritmi dei social media tendono quasi a penalizzare l’uso smodato di # generici e non coerenti con il contenuto. Le piattaforme social – e soprattutto i loro algoritmi – si sono evolute, diventando più intelligenti, più analitiche e molto più sensibili nei confronti del linguaggio e del contenuto. Gli hashtag non sono spariti, ma hanno assunto un ruolo diverso.

 

Da acceleratori di reach a strumenti di categorizzazione

Cominciamo col dire che ad oggi gli hashtag non sono indispensabili in una strategia social, ma comunque possono contribuire ad aiutare il profilo e a ottimizzarlo. La loro funzione principale oggi è categorizzare: aiutano utenti e piattaforme a capire immediatamente di cosa parla un post. Per gli utenti, sono un’indicazione rapida del tema. Per le piattaforme, sono segnali semantici e indicizzati che contribuiscono a identificare pertinenza, argomento e coerenza del contenuto. Sì, perché oggi gli algoritmi sono in grado di comprendere il comportamento degli utenti, cosa piace e a chi mostrarlo.

Pertanto, in un ecosistema in cui non si parla più a “tutti”, ma a un pubblico preciso, gli hashtag diventano strumenti di targeting: non ampliano la visibilità in modo indiscriminato, ma la affinano, la customizzano per raggiungere un pubblico più ristretto ma altamente interessato a uno specifico tema.

 

Il nostro consiglio:
Gli hashtag continuano ad avere un ruolo importante, ma non per arrivare ovunque. Servono per parlare alle persone giuste, alla tua nicchia, al tuo pubblico target.

Quindi:

  • Scegli poche parole (due o tre) che facciano capire di cosa parla il tuo contenuto
  • Identifica parole specifiche, coerenti con il messaggio che vuoi veicolare per aiutare l’algoritmo a classificare i tuoi post/caroselli/video/stories
  • Può essere utile effettuare una ricerca per capire quali hashtag utilizzare correlati al contenuto che intendi divulgare, identificando quelli più pertinenti e in linea con le tematiche trattate
  • Tra quelli scelti, potresti aggiungere sempre lo stesso per tutti i tuoi contenuti: il nome del tuo brand o la tagline sono spesso utilizzati per far crescere la brand awareness.

Redbull Italia, ad esempio, inserisce sempre nei suoi post #timetteleali, Nike usa spesso #JustDoIt, McDonald’s Italia ha scelto #imlovinit. Tanti brand famosi sfruttano specifiche campagne per lanciare tramite # il proprio messaggio: come Adidas, che per sostenere gli atleti nel combattere la pressione negativa, ha scelto #YouGotThis, The North Face #NeverStopExploring.

 

La regola d’oro

Il postulato che vale per ogni marketer presente su questa terra e che ti sentirai ripetere fino allo sfinimento: sperimentare. Non c’è una ricetta da seguire per usare gli hashtag e automaticamente aumentare la propria visibilità e consolidare labrand awareness, l’importante è testare e soprattutto monitorare i risultati.

Per aiutarti nella realizzazione della tua strategia social, abbiamo creato una infografica riassuntiva.

Approfondisci il tema: compila il form e scarica ora l’infografica sugli hashtag



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